Confort, Salute e Vivibilità

Confort è …

Possibilità di fruire di un ambiente fisico nel quale la persona vive ed opera, in grado di coniugare le proprie esigenze personali e vita comunitaria con particolare attenzione alla dimensione familiare.

Nella Comunità integrata la salute e la malattia, il diritto alla vita e il diritto alla cura, non sono separabili: l’ambiente, se ben disegnato e ben organizzato, assume un connotato terapeutico e protesico, di rilancio del progetto di vita. Un ambiente dove gli anziani stanno bene, non “nonostante” il posto dove stanno, ma grazie al posto dove stanno.

Dare all’ambiente residenziale un aspetto accogliente, caldo, adatto alle necessità ed alle patologie dei residenti senza essere forzosamente sanitario, rifiutando i modelli dell’ospedale e dell’albergo per avvicinarsi il più possibile al modello della casa. Garantire la vicinanza al verde a tutte le persone residenti, ove possibile realizzando collegamenti diretti e sicuri con aree verdi esterne fruibili ed adatte alla fruizione, dove non è possibile e comunque per coloro che non possono fruirne per motivi sanitari cercando di creare angoli verdi o di visione del verde in punti diversi della struttura. Considerare la stanza come la casa del residente, facendo in modo che possa essere utilizzata anche per scopi diversi dal sonno e dall’allettamento in caso di malattia    e possa presentarsi accogliente ed ospitale anche per gli esterni, rendendola il più possibile flessibile e personalizzabile.

Salute è …

Possibilità di fruire di azioni di prevenzione, cura e riabilitazione erogate da personale professionalmente preparato, personalizzate ed integrate nel contesto di vita quotidiano, evitando forme di accanimento e sanitarizzazione eccessiva o non gradita.

Collocando gli anziani non autosufficienti in contesti artificiali dove le attività mediche vengono a dominare la loro esistenza e a sostituire le normali interazioni, li si allontana sempre più dal mondo sociale e dai progetti che un tempo erano centrali nella loro vita.

Offrire un contesto organizzativo e professionale di cura altamente qualificato, che faccia dell’integrazione socio‐sanitaria e del rifiuto della medicalizzazione fine a se stessa gli elementi guida di una formazione e di un aggiornamento professionale costanti, diffusi a tutte le figure professionali ed orientati alla salute complessiva della persona nella sua dimensione esistenziale.

Vivibilità è …

Possibilità di vivere in un luogo caldo, accogliente, confortevole, pulito, con un’atmosfera stimolante e rispettosa delle esigenze dei residenti e del contesto della vita comunitaria.

Realizzare un ambiente residenziale complessivamente di qualità, che offra un’impressione piacevole ed accogliente all’ingresso, in cui sia facile orientarsi e intuire i percorsi, che sia tranquillo e capace di facilitare le relazioni, bello e curato.

Il Piano di Vita della comunità Villa A.D.A. viene progettato dal personale educativo della struttura.

Gli educatori lavorano con un’utenza di anziani parzialmente autosufficienti o del tutto non autosufficienti, con l’obiettivo di espletare i programmi riabilitativi geriatrici, accogliendo coppie di anziani oppure anziani soli, incentivando il mantenimento di un alto grado di socializzazione interna e verso l’esterno, offrendosi come punto di riferimento.

Durante il suo lavoro si avvale di didattiche

cognitive: attività di mantenimento di abilità di carattere linguistico-comunicativo per incentivare la memorizzazione e le abilità cognitive attraverso la lettura; incentivazione della produzione e ascolto musicale; stimolazione di immaginario attraverso il romanzo, la scrittura di diari, la visione televisiva e cinematografica, promozione di viaggi culturali per l’incontro con altri spazi e luoghi; incentivazione di piccole attività produttive: apicoltura, giardinaggio, ortofioricoltura.

corporee: ballo, giochi di movimento, ginnastica.

Relazionali: gruppi di discussione e di incontro con il mondo esterno; giochi di   società, valorizzazione dei mestieri.

Il ruolo dell’educatore, non si identifica con un lavoro di promozione culturale e neppure di assistenza alla persona e di animatore di tempo libero, ma comprende tutte le dimensioni di cambiamento della vita dell’anziano, aiutandolo a costruire o ricostruire un progetto per la propria vita.

Più vicine al profilo educativo sono invece tutte quelle funzioni che attivano risorse umane e sociali interno alla persona: colloqui, socializzazione, coinvolgimento degli anziani meno autonomi, collaborazione nell’organizzazione della giornata, contatti con le famiglie.

L’educatore professionale è una figura che, nell’ambito delle proprie competenze, programma, gestisce e verifica interventi educativi finalizzati al recupero e al mantenimento delle potenzialità degli Ospiti anziani per il raggiungimento di livelli più avanzati di autonomia, ma è anche la figura che offre accoglimento alla persona anziana, accompagnandola lungo il cammino verso il termine del processo di crescita degli individui rappresentato dalla morte.

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